LA PARTENZA
2368 d.C.
Era passato solo un anno dall'ideazione del progetto Martex, a breve i sei astronauti sarebbero partiti. La stazione di partenza si trovava esattamente dove un tempo c'era piazza Irnerio, ad oggi rinominata piazza Paiella (l'ottavo re di Roma). La struttura della stazione era mozzafiato; strutture ipertecnologiche, e al centro posava la nave della spedizione, cioè l'Aurelio-104; una nave unica nel suo genere, il top della tecnologia.
Gli astronauti stavano aspettando con impazienza l'orario di partenza, ma dovevano aspettare il grande (molto grande) imperatore Pompei. Egli si presentò infatti con la splendida imperatrice Mariangela, una donna brillante. Sua grossezza Pompei teneva fra le mani il sacro panino con la mortazza, il simbolo del suo trionfo, un cibo prelibato e nobile.
L'Ammiraglio Martex abbassò il capo davanti all'Imperatore in segno di rispetto, tutto l'equipaggio fece lo stesso, tranne Leonardo, che era rimasto chiuso nel bagno della stazione. "Ammiraglio, vedo lei e il suo equipaggio alquanto entusiasti. Questa è la missione più importante nello spazio negli ultimi 100 anni, affidare questo incarico a lei e al suo equipaggio è stata la migliore delle mie scelte. Tutta la Nuova Italia crede in voi." disse sua maestà imperiale al grande Ammiraglio.
"Maestà, è davvero un onore, mi assumo la piena responsabilità di portare a termine la missione con successo" affermò Martex con tono autorevole. Nel mentre Leonardo, riuscì ad uscire dal bagno e accidentalmente, quando riuscì a raggiungere il gruppo, inciampò, andando a finire con la faccia a terra ai piedi dell'Ammiraglio. Martex lo guardò per un istante e alzò gli occhi al cielo, "Mi perdoni sua grossezza, il ragazzo è un novellino e ha ancora tanto da imparare" si scusò, ma Pompei si fece una grassa risata e rispose "non si preoccupi, spero che al suo ritorno sarà più disciplinato".
Era ora di partire e così l'Imperatore lasciò la squadra. Il viaggio era appena iniziato, grandi cose sarebbero accadute, e strani incontri si sarebbero palesati (soprattutto di estrema destra).
Flavia V.
