Nazisti su Marte

06.03.2026

2367 d.C.

In un universo vicino nello spazio ma lontano nel tempo, si trovava un pianeta tale quale alla Terra. Su di esso governava un unico regime che aveva il potere su tutte le terre e su tutti i mari, la Nuova Italia, era così che si chiamava, un regime autoritario basato su una federazione continentale. La federazione era governata dal grande imperatore Pompei, un uomo…forse; che vestiva sempre di una toga romana di Dior, corona di alloro in oro massiccio 24 carati, aveva anche un braccio robotico con sopra una praticissima pubblicità delle Lelly Kelly.

Cominciò tutto 12 mesi prima della partenza del progetto Martex, vi starete chiedendo "cos'è il progetto Martex?" (no), beh, lasciate che ve lo spieghi. Il progetto consiste della conquista del pianeta Marte, dove una squadra di sei astronauti: l'Ammiraglio Martex, il vice Ammiraglio Tony NonPitony, Rita Decrescenzo capo ufficiale di Roccaraso (l'unica nazione indipendente dalla Nuova Italia), Anno Lauro Quattordicesimo di Bosnia e Re Supremo dei Maranza e dei Trans, e infine Anthò.

Il progetto sembrava impossibile all'inizio, costi troppo elevati, viaggio troppo lungo, scarsa quantità di risorse. Ma poi Brondi donò alla causa 12.000 milioni d'Italini (nuova moneta italiana) e molte fabbriche d'antimateria utilizzata nei telefoni per il 67G. Grazie al lavoro della scienziata Carla Piper, ex cecchino dell'esercito della federazione, che il progetto ebbe una svolta decisiva. La dottoressa Piper si dedicò al progetto per molto tempo scoprendo come ridurre il tempo d'arrivo su Marte e creando il primo wormhole artificiale.


… continua nei prossimi numeri …


Flavia V. e Alessandro A.


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